SCIENTIA URBIS
MERIDIANE E OBELISCHI A ROMA
La misura del tempo nella Città Eterna
Roma possiede tredici obelischi — più di quanti ne sopravvivano in Egitto. Li vediamo ogni giorno al centro delle piazze più celebri, li fotografiamo, ci passiamo accanto. Raramente ci chiediamo cosa siano davvero: strumenti scientifici. Ogni obelisco è uno gnomone — l'ago di una meridiana — e la sua ombra ha misurato il tempo per tremila anni, prima per i faraoni di Eliopoli, poi per gli imperatori di Roma, poi per i papi della Controriforma.
Questo itinerario porta il visitatore lungo la linea invisibile che attraversa la città da Campo Marzio fino al Vaticano, toccando i luoghi in cui l'ombra di una pietra ha cambiato la storia. Si parte dall'obelisco di Augusto, il cui gnomone colossale puntava ogni 23 settembre — giorno del compleanno dell'imperatore — sull'Ara Pacis. Si passa per l'oculus del Pantheon, che proietta sul pavimento un disco di luce mobile come un orologio solare incorporato nella cupola. Si arriva alla Meridiana Clementina di Santa Maria degli Angeli — la più lunga d'Europa — costruita nel 1702 per verificare che la riforma gregoriana del calendario fosse astronomicamente corretta; e alla Torre dei Venti in Vaticano, dove quella riforma era stata elaborata cent'anni prima.
