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ROMA
LA CARTOGRAFIA
E LA RAPPRESENTAZIONE
DELLO SPAZIO

Dallo sguardo umano alla mappa del mondo

La cartografia non è mai stata, a Roma, semplice tecnica di rappresentazione: è stata linguaggio del potere, strumento della fede, campo di battaglia della scienza.
Questo itinerario percorre in sei tappe i luoghi dove Roma ha imparato a descrivere se stessa — e dove quella descrizione ha sempre coinciso con un atto di possesso. Si parte dal terrazzo di Castel Sant'Angelo, il punto di orientamento di tutte le grandi vedute rinascimentali e barocche della città. Si passa per Palazzo Farnese, dove l'Atlante Farnesiano e la volta di Annibale Carracci mostrano il confine poroso tra cosmografia, pittura e scienza. Si entra alla Biblioteca Angelica — prima biblioteca pubblica d'Europa — che custodisce atlanti di Tolomeo, Ortelio e Mercatore. Si misura la Meridiana Clementina di Santa Maria degli Angeli, quarantacinque metri di ottone nel pavimento che servivano a verificare la riforma gregoriana del calendario. Si osserva la torre astronomica del Collegio Romano, da cui i gesuiti determinavano longitudini per correggere le carte geografiche dei loro missionari in Cina e in Giappone. Si arriva infine alla Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano: il monumento più esplicito mai costruito alla cartografia come atto di governo universale

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